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Un esperimento di irrigazione automatica: gocciolatoi e spugnette

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Già da un paio d'anni ho un sistema d'irrigazione automatica in funzione sul balcone. Uno dei problemi è che in alcuni casi l'acqua, cadendo dai gocciolatoi sempre nello stesso punto, ha creato delle fessure nella terra e una buona parte va a finire direttamente nel sottovaso senza fare il suo dovere.
Per rimediare a questo inconveniente, mi è venuta in mente una possibile soluzione: frapporre delle spugnette tra il gocciolatoio e la terra in modo che l'acqua arrivi in maniera più graduale e diffusa. Le spugnette sono biodegradabili basate su cellulosa. Purtroppo erano intrise di antibatterico e ho dovuto sciacquarle bene prima della messa in opera. Per ora l'esperimento pare funzionare. L'acqua scende comunque, ma da una superficie più grande, e la terra pare assorbirla meglio.

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Anch'io sul balcone ho installato l'impianto di irrigazione automatica  ed avendo riscontrtato lo stesso incoveniente ho pensato di collocare sotto al gocciolatoio delle conchiglie di mare, ricordi di tante vacanze. Così facendo ho allargato un pò l'area che beneficia dell'innaffiamento, e l'acqua,  di conseguenza, non scende in un unico punto arrivando  velocemente  nel sottovaso. Complimenti per l'idea  delle spugnette  che mi è molto piaciuta ed è  forse  ancora più efficace. Chissà quante altre soluzioni al problema   sono state create . Sarebbe bello conoscerle.

Mi sembra di aver risolto il problema sfruttando la capillarità del terreno dei vasi mettendo sotto di essi dei sottovasi leggermente più grandi e sollevando con dei cocci o con argilla espansa i vasi stessi. La terra assorbe attravero i cocci e l'argilla la quantità di acqua necessaria e l'irrigazione successiva ripristina il livello d'acqua necessario. L'unico inconveniente è che bisogna avere tutti i recipienti uguali ed effettuare prove per la quantità di acqua da somministrare ad ogni irrigazione.